Un'azienda di pelletteria con quaranta dipendenti affida a dieci lavoratrici a domicilio la cucitura a mano e l'incollaggio di componenti per borse di fascia alta. Il materiale viene consegnato e ritirato settimanalmente, insieme a colle a base di solventi e piccoli utensili da taglio. Il responsabile di produzione considera queste lavoratrici esterne all'ambito della sicurezza aziendale.
Il D.Lgs. 81/08 non le esclude. L'articolo 3, comma 9, stabilisce che ai lavoratori a domicilio disciplinati dalla legge 877 del 1973 si applicano gli obblighi di informazione e formazione previsti dagli articoli 36 e 37, e che devono essere forniti loro i dispositivi di protezione individuale necessari in relazione alle effettive mansioni assegnate. Se il datore di lavoro fornisce attrezzature, direttamente o tramite terzi, queste devono essere conformi al Titolo III. Le colle con solventi pongono inoltre un rischio chimico negli ambienti domestici.
L'RSPP raccoglie le schede di sicurezza delle colle e propone di sostituirle, dove la qualità lo consente, con adesivi a base acquosa. Prepara per le lavoratrici una sessione formativa in azienda, con indicazioni scritte su aerazione, conservazione dei prodotti lontano da fonti di calore e da bambini, uso dei taglierini. Il datore di lavoro fornisce guanti adatti, contenitori chiusi e taglierini con lama retrattile. Un addetto della produzione diventa il loro riferimento.
Concludiamo con una domanda: come si può garantire attenzione alla sicurezza in un luogo di lavoro che l'azienda non controlla e non può ispezionare?