L'approccio organizzativo del Testo Unico si traduce in una rete di soggetti con compiti distinti e complementari. Al vertice c'è il datore di lavoro, titolare dei poteri decisionali e di spesa; accanto a lui dirigenti e preposti che attuano e sorvegliano; poi il servizio di prevenzione e protezione con il suo responsabile, il medico competente, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, gli addetti alle emergenze e infine i lavoratori stessi, che non sono più soltanto destinatari di tutela ma soggetti con obblighi propri. Il dettaglio di compiti e responsabilità di ciascuno sarà trattato nel blocco dedicato ai soggetti.
Ciò che interessa qui è la logica: la prevenzione funziona quando le informazioni circolano. Il medico competente segnala un aumento di disturbi alla spalla tra gli addetti al confezionamento; il RSPP collega il dato a una postazione modificata di recente; l'RLS riporta le lamentele raccolte in reparto; il datore di lavoro decide l'intervento e lo finanzia; il preposto controlla che la nuova postazione venga usata correttamente.
Il servizio di prevenzione e protezione ha natura consultiva: non comanda, non dispone, non spende. Il suo valore sta nel fornire al datore di lavoro elementi tecnici affidabili per decidere. Un errore frequente nelle aziende è considerare il RSPP «il responsabile della sicurezza» in senso gerarchico, scaricandogli addosso scelte che la legge attribuisce a chi detiene i poteri organizzativi.