Modulo A · Blocco 1/7 (0–4 h) · Slide 30/50

Le basi europee: dall'Atto unico all'art. 153 del TFUE

Il Trattato di Roma del 1957 dedicava alla sicurezza sul lavoro poco spazio, e per molti anni l'azione comunitaria fu limitata. La svolta arrivò con l'Atto unico europeo, firmato nel 1986 ed entrato in vigore nel 1987, che inserì una base giuridica specifica per adottare, mediante direttive, prescrizioni minime per promuovere il miglioramento dell'ambiente di lavoro, con decisioni a maggioranza qualificata anziché all'unanimità. Fu questa base a consentire, pochi anni dopo, l'approvazione della direttiva quadro.

Oggi il riferimento è l'art. 153 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo cui l'Unione sostiene e completa l'azione degli Stati membri, tra l'altro, nel miglioramento dell'ambiente di lavoro per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori. Le direttive adottate su questa base fissano requisiti minimi: ogni Stato può mantenere o introdurre misure più protettive, ma non scendere sotto la soglia europea. Ciò spiega perché la normativa italiana, su alcuni punti, sia più rigorosa del testo europeo.

Sul piano dei diritti, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, all'art. 31, riconosce a ogni lavoratore il diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. Accanto alle istituzioni opera l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, con sede a Bilbao, che produce studi, campagne e strumenti operativi gratuiti utili anche alle piccole imprese, come lo strumento online interattivo per la valutazione dei rischi settoriale.