Nell'ordinamento europeo convivono due famiglie di norme che riguardano la sicurezza. Le direttive sociali, fondate sull'art. 153 del TFUE, si rivolgono al datore di lavoro e disciplinano come organizzare il lavoro e usare in sicurezza ambienti, attrezzature e sostanze; fissano requisiti minimi e gli Stati possono andare oltre. Le norme di prodotto, fondate sull'art. 114 del TFUE relativo al mercato interno, si rivolgono a fabbricanti, importatori e distributori e stabiliscono i requisiti essenziali che un prodotto deve possedere per circolare liberamente: qui gli Stati non possono aggiungere requisiti, altrimenti ostacolerebbero gli scambi.
Appartengono alla seconda famiglia le regole su macchine, dispositivi di protezione individuale, apparecchi per atmosfere esplosive, attrezzature a pressione e materiale elettrico. Sono costruite secondo il nuovo approccio, poi evoluto nel nuovo quadro legislativo: il legislatore fissa requisiti essenziali di sicurezza, il fabbricante li soddisfa, ne dà evidenza con la dichiarazione di conformità e la marcatura CE.
In azienda le due logiche si incontrano nel momento dell'acquisto e dell'uso. Il fabbricante di un tornio a controllo numerico risponde della conformità del prodotto; il datore di lavoro che lo acquista risponde della scelta, dell'installazione corretta, della manutenzione, della formazione degli operatori e del mantenimento dei requisiti nel tempo. Una macchina marcata CE non esonera dal valutare i rischi nel contesto reale in cui viene utilizzata.