Proviamo ad applicare il blocco a un caso concreto. Un'azienda di carpenteria e lavorazioni meccaniche con sessanta dipendenti realizza strutture saldate e componenti torniti per l'industria energetica. Ha un reparto di saldatura, uno di macchine utensili, un'area di verniciatura con deposito di vernici e solventi, un magazzino con carrelli elevatori. Impiega tre lavoratori in somministrazione, un apprendista diciassettenne e lavora su due turni, con un terzo turno notturno nei periodi di picco.
La mappa giuridica che il RSPP dovrebbe tracciare parte dai principi: art. 2087 come obbligo generale, D.Lgs. 81/08 con il Titolo I e i titoli speciali pertinenti, tra cui attrezzature, segnaletica, movimentazione, agenti fisici per rumore e vibrazioni, agenti chimici per fumi di saldatura e solventi, atmosfere esplosive per l'area verniciatura. Prosegue con le norme di prodotto per macchine e DPI, le norme tecniche armonizzate rilevanti, il DPR 151/11 per verificare se deposito di vernici, impianti termici o gas tecnici rendono l'attività soggetta.
Vanno poi considerate le categorie particolari: verifica dei lavori vietati per l'apprendista, valutazione per eventuali lavoratrici in gravidanza in amministrazione, regole del lavoro notturno, ripartizione degli obblighi con l'agenzia di somministrazione. Infine, poiché l'azienda lavora per grandi committenti che richiedono garanzie, l'adozione di un modello organizzativo ai sensi dell'art. 30 diventa una scelta strategica, non solo difensiva.