Al termine del blocco, il quadro normativo dovrebbe apparire come uno strumento di lavoro e non come un elenco da memorizzare. Alcune indicazioni operative aiutano a usarlo ogni giorno.
Primo, ragionare per livelli: Costituzione e codice civile danno i principi, il Testo Unico fissa obblighi e sanzioni, i regolamenti europei valgono direttamente, le norme tecniche indicano come fare. Quando un problema non trova una regola specifica, l'art. 2087 e le misure generali dell'art. 15 indicano comunque la direzione. Secondo, lavorare sempre su testi aggiornati, citando articoli, decreti e norme con la data o l'edizione corretta, ed eliminare dai documenti i riferimenti abrogati come il D.Lgs. 626/94 o il DPR 547/55.
Terzo, costruire evidenze: ogni attività di prevenzione ha valore giuridico solo se è dimostrabile, e i documenti del servizio saranno letti da ispettori, giudici civili, pubblici ministeri e organismi di vigilanza dei modelli organizzativi. Quarto, censire tutte le persone presenti, comprese quelle con contratti atipici, e le categorie che richiedono tutele specifiche. Quinto, non dimenticare la dimensione amministrativa dell'antincendio e quella assicurativa, che incidono su autorizzazioni e costi.
Da qui il percorso prosegue con la scienza della sicurezza, il sistema istituzionale e la vigilanza, che completano il quadro su cui il RSPP e l'ASPP costruiranno la propria competenza tecnica nei blocchi successivi, dedicati poi ai soggetti, alla valutazione e alla gestione.