Ogni volta che un RSPP analizza un infortunio, sceglie una misura o imposta un programma di formazione, applica una teoria sulle cause degli incidenti, anche quando non se ne rende conto. Se pensa che l'infortunio dipenda quasi sempre dalla distrazione del lavoratore, investirà in richiami e cartelli; se pensa che dipenda da difetti dell'organizzazione, interverrà su procedure, carichi di lavoro e progettazione. Le teorie servono proprio a rendere esplicita questa scelta e a verificarne i limiti.
La scienza della sicurezza si è sviluppata per fasi. Nella prima metà del Novecento prevale l'era tecnica, con l'attenzione rivolta a macchine e protezioni; dagli anni Trenta compare l'interesse per il comportamento individuale; dagli anni Settanta, dopo i grandi disastri industriali, l'attenzione si sposta sull'organizzazione e sui sistemi complessi; dagli anni Duemila nascono la resilienza e il cosiddetto Safety-II, che studiano anche il lavoro che va bene.
In questo blocco percorreremo questa evoluzione: Heinrich e Bird, la sicurezza comportamentale, i fattori umani, l'ingegneria della sicurezza, Turner, Perrow e le organizzazioni ad alta affidabilità, Reason, la cultura della sicurezza e Hollnagel. Nella seconda parte passeremo al sistema istituzionale previsto dal Capo II del Titolo I del D.Lgs. 81/08 e agli organi di vigilanza, cioè a chi controlla, prescrive e sospende. Il filo conduttore è pratico: capire come ragiona chi indaga, chi ispeziona e chi deve prevenire.