Herbert William Heinrich lavorava come ispettore per una compagnia di assicurazioni statunitense, la Travelers Insurance Company. Nel 1931 pubblicò il volume Industrial Accident Prevention: A Scientific Approach, il primo tentativo sistematico di trattare l'infortunio come un fenomeno studiabile con metodo, e non come una fatalità. Il suo punto di osservazione era quello dell'assicuratore: migliaia di denunce, costi da contenere, aziende clienti da convincere a investire in prevenzione.
Dall'esame di un ampio archivio di casi, Heinrich ricavò tre idee destinate a durare decenni. La prima è che gli infortuni gravi sono preceduti da un numero molto più grande di eventi minori dello stesso tipo. La seconda è che l'infortunio è l'ultimo anello di una sequenza di fattori in successione. La terza, la più discussa, è che la grande maggioranza degli eventi deriverebbe da atti insicuri delle persone piuttosto che da condizioni pericolose.
Heinrich sostenne anche un argomento economico molto moderno: accanto ai costi diretti, coperti dall'assicurazione, esistono costi indiretti nascosti, come fermo produzione, danni alle attrezzature, tempo dei capi, sostituzione del personale, che a suo giudizio superavano di diverse volte quelli diretti. Oggi le sue stime numeriche sono considerate poco verificabili, perché i dati originali non sono disponibili, ma l'idea che la prevenzione convenga anche in termini economici resta uno degli argomenti più efficaci che un RSPP può portare al datore di lavoro.