Modulo A · Blocco 2/7 (4–8 h) · Slide 3/50

La piramide di Heinrich: il rapporto 1-29-300

Il risultato più famoso di Heinrich è la piramide degli infortuni. Considerando 330 eventi dello stesso tipo che coinvolgono la stessa persona, egli stimò che mediamente 1 provochi una lesione grave, 29 lesioni lievi e 300 nessuna lesione. Alla base, come si dirà dopo, si collocano gli eventi senza conseguenze che oggi chiamiamo near miss, mentre i comportamenti e le condizioni pericolose costituiscono il terreno da cui tutti nascono.

Il messaggio operativo è semplice: gli eventi gravi e quelli banali hanno spesso le stesse cause, e la differenza tra un livido e un'amputazione dipende in larga parte dal caso. Se un operatore di magazzino urta più volte con le forche del carrello lo stesso montante della scaffalatura senza conseguenze, prima o poi lo stesso meccanismo può produrre il crollo di un ripiano carico. Ridurre la base, quindi, dovrebbe ridurre anche il vertice.

Va però precisato cosa la piramide non dice. Il rapporto numerico si riferisce a eventi omogenei per tipologia e non è una legge universale valida per qualunque azienda; non autorizza a pensare che dimezzando i piccoli tagli alle mani si dimezzino automaticamente le cadute dall'alto. Un errore frequente nei rapporti aziendali è presentare i propri dati come se dovessero riprodurre per forza le proporzioni di Heinrich, oppure usare la piramide per stimare quanti infortuni gravi «mancano» all'appello. Usata con prudenza, resta un ottimo strumento per spiegare ai lavoratori perché vale la pena segnalare ciò che non ha fatto male a nessuno.