Modulo A · Blocco 2/7 (4–8 h) · Slide 4/50

La teoria del domino: cinque tessere in sequenza

La seconda intuizione di Heinrich è la teoria del domino. L'infortunio viene rappresentato come la caduta dell'ultima di cinque tessere allineate: la prima è l'ambiente sociale e l'ascendenza, cioè educazione, contesto familiare e tratti appresi; la seconda è il difetto della persona, come imprudenza, nervosismo, scarsa conoscenza; la terza è l'atto insicuro o la condizione meccanica o fisica pericolosa; la quarta è l'incidente vero e proprio; la quinta è la lesione.

La tesi centrale è che, se si toglie una tessera, la sequenza si interrompe. Heinrich indicava come bersaglio privilegiato la tessera centrale, quella dell'atto insicuro o della condizione pericolosa, perché è la più accessibile all'azione di un supervisore: correggere un comportamento o eliminare una protezione mancante è più immediato che modificare il carattere o l'ambiente di provenienza di una persona.

Il modello ha avuto il merito di introdurre il concetto di causalità a catena e di spostare la prevenzione a monte dell'evento. Il suo limite è la linearità: una sola sequenza, una causa che produce un effetto, con un forte peso attribuito alle caratteristiche individuali. Nella realtà di un reparto metalmeccanico, l'operatore che rimuove il carter di una pressa piegatrice lo fa spesso perché il ciclo produttivo è stato pensato senza tenere conto della regolazione dello stampo. Le teorie successive partiranno proprio da qui, chiedendosi perché quella tessera centrale si trovava in posizione instabile.