Modulo A · Blocco 2/7 (4–8 h) · Slide 14/50

Ingegneria della sicurezza e affidabilità dei sistemi

L'ingegneria della sicurezza affronta il problema degli incidenti a partire dalla progettazione dei sistemi tecnici, con l'obiettivo di renderli intrinsecamente meno pericolosi e più affidabili. Si è sviluppata soprattutto in campo aerospaziale, militare, nucleare e chimico, dove le conseguenze di un guasto possono essere catastrofiche e non è possibile affidarsi all'apprendimento per tentativi.

I concetti di base sono l'affidabilità, cioè la probabilità che un componente o un sistema svolga la sua funzione per un determinato tempo in condizioni stabilite; la disponibilità, cioè la frazione di tempo in cui il sistema è pronto all'uso; il tasso di guasto, che nella vita di un componente segue tipicamente la cosiddetta curva a vasca da bagno, con guasti infantili elevati, una fase di guasti casuali costanti e una fase finale di usura. Da qui derivano le scelte sulla manutenzione preventiva e sulla sostituzione programmata dei componenti critici.

Un principio chiave è la sicurezza intrinseca, proposta in ambito chimico da Trevor Kletz con lo slogan secondo cui ciò che non c'è non può fuoriuscire: ridurre le quantità di sostanze pericolose, sostituirle con altre meno pericolose, lavorare in condizioni meno severe di pressione e temperatura, semplificare gli impianti. È lo stesso principio che il D.Lgs. 81/08 traduce nell'eliminazione dei rischi alla fonte. Le tecniche analitiche dell'ingegneria della sicurezza, come analisi dei modi di guasto, alberi dei guasti e degli eventi, sono oggetto del Modulo B; qui interessa la filosofia di fondo.