Dall'ingegneria della sicurezza derivano alcuni principi di progettazione che il RSPP incontra continuamente, anche in aziende piccole. Il primo è la difesa in profondità: invece di affidarsi a un'unica protezione, si dispongono più barriere indipendenti, in modo che il guasto di una non comprometta la sicurezza. In un forno industriale a gas, per esempio, si combinano il controllo di fiamma, la valvola di intercettazione automatica, la ventilazione di prelavaggio e il pressostato aria.
Il secondo principio è la ridondanza, cioè la duplicazione delle funzioni critiche, possibilmente con componenti di natura diversa per evitare i guasti di modo comune, quelli che colpiscono contemporaneamente più elementi identici per la stessa causa. Il terzo è la progettazione a sicurezza positiva, detta fail-safe: in caso di guasto il sistema si porta in uno stato sicuro. Un freno di un carroponte che si chiude per azione di molle e si apre solo con l'alimentazione elettrica arresta il carico se manca la corrente.
Il quarto principio riguarda le interfacce con l'uomo: dispositivi che impediscono l'errore, come i connettori che si inseriscono in un solo verso o i comandi a due mani, sono più affidabili di qualsiasi avvertenza. Un errore tipico nelle aziende è degradare queste barriere nel tempo: ponticelli sui microinterruttori dei ripari, sensori esclusi perché danno falsi allarmi, chiavi di bypass lasciate inserite. Una parte importante del lavoro del RSPP consiste nel verificare che le barriere progettate siano ancora presenti ed efficaci.