Incrociando le due dimensioni, Perrow costruisce una matrice a quattro quadranti. Nel quadrante lineare e a debole accoppiamento si collocano molte attività manifatturiere tradizionali, come una linea di assemblaggio: i guasti sono visibili e c'è tempo per correggerli. Nel quadrante lineare ma a stretto accoppiamento si trovano sistemi come le dighe o alcuni trasporti, dove le sequenze sono comprensibili ma non lasciano margini. Nel quadrante complesso e a debole accoppiamento troviamo organizzazioni come le università o molte attività di ricerca, con interazioni imprevedibili ma tempi lunghi per reagire. Nel quadrante complesso e a stretto accoppiamento si collocano gli impianti nucleari, alcuni processi chimici, le operazioni spaziali.
Per un RSPP, la matrice è un utile strumento di lettura anche al di fuori dei grandi impianti. Una catena di produzione alimentare con lavorazioni in continuo, tempi di cottura vincolati e assenza di polmoni tra le stazioni sta scivolando verso lo stretto accoppiamento; un sistema di automazione di magazzino con navette, ascensori e software di gestione integrato aumenta la complessità interattiva.
Le implicazioni pratiche sono due. Dove possibile, conviene ridurre l'accoppiamento introducendo margini, scorte intermedie, tempi di arresto controllato e possibilità di intervento manuale sicuro. Dove la complessità non si può eliminare, servono procedure per le condizioni anomale, addestramento degli operatori su scenari non ordinari e cautela nell'aggiungere dispositivi che rendano il sistema ancora meno comprensibile per chi lo conduce.