Il valore pratico della scala di Hudson sta nella possibilità di utilizzarla come strumento diagnostico. Per ogni gradino si possono descrivere comportamenti tipici rispetto a temi specifici: come vengono trattati gli infortuni, che ruolo ha la direzione, come si fanno gli audit, come si gestiscono le ditte esterne, che peso hanno gli indicatori. Chiedendo a gruppi diversi di posizionare l'azienda su ciascun tema si ottiene un profilo, non un voto unico.
Un esempio realistico: in un'impresa di carpenteria con circa cento dipendenti, la direzione si colloca al livello proattivo, perché ha un sistema certificato e investe in attrezzature; i capi reparto si collocano al livello calcolativo; gli operai indicano il livello reattivo, citando il fatto che le riunioni di sicurezza si fanno solo dopo gli infortuni e che le segnalazioni restano senza risposta. Questa distanza tra le percezioni è già di per sé il risultato più importante della diagnosi.
L'errore più comune è usare la scala come strumento promozionale, autodichiarandosi proattivi o generativi in un documento aziendale. Un altro errore è pensare che l'avanzamento si ottenga aggiungendo procedure: il passaggio da calcolativo a proattivo dipende invece dal coinvolgimento reale dei lavoratori e dalla coerenza dei dirigenti. Il RSPP può utilizzare i risultati per proporre poche azioni mirate, come la risposta scritta a ogni segnalazione entro un termine definito, e ripetere la diagnosi a distanza di un anno per verificare se le percezioni si sono avvicinate.