Modulo A · Blocco 2/7 (4–8 h) · Slide 28/50

Usare la scala di Hudson per una diagnosi aziendale

Il valore pratico della scala di Hudson sta nella possibilità di utilizzarla come strumento diagnostico. Per ogni gradino si possono descrivere comportamenti tipici rispetto a temi specifici: come vengono trattati gli infortuni, che ruolo ha la direzione, come si fanno gli audit, come si gestiscono le ditte esterne, che peso hanno gli indicatori. Chiedendo a gruppi diversi di posizionare l'azienda su ciascun tema si ottiene un profilo, non un voto unico.

Un esempio realistico: in un'impresa di carpenteria con circa cento dipendenti, la direzione si colloca al livello proattivo, perché ha un sistema certificato e investe in attrezzature; i capi reparto si collocano al livello calcolativo; gli operai indicano il livello reattivo, citando il fatto che le riunioni di sicurezza si fanno solo dopo gli infortuni e che le segnalazioni restano senza risposta. Questa distanza tra le percezioni è già di per sé il risultato più importante della diagnosi.

L'errore più comune è usare la scala come strumento promozionale, autodichiarandosi proattivi o generativi in un documento aziendale. Un altro errore è pensare che l'avanzamento si ottenga aggiungendo procedure: il passaggio da calcolativo a proattivo dipende invece dal coinvolgimento reale dei lavoratori e dalla coerenza dei dirigenti. Il RSPP può utilizzare i risultati per proporre poche azioni mirate, come la risposta scritta a ogni segnalazione entro un termine definito, e ripetere la diagnosi a distanza di un anno per verificare se le percezioni si sono avvicinate.