Per ottenere la revoca della sospensione l'impresa deve rimuovere le cause che l'hanno determinata. In caso di lavoro irregolare occorre regolarizzare i lavoratori; in caso di violazioni di sicurezza occorre ripristinare le regolari condizioni di lavoro e rimuovere le conseguenze pericolose delle violazioni. In entrambi i casi è inoltre necessario pagare una somma aggiuntiva, il cui importo è fissato dalla norma.
Per il lavoro irregolare la somma aggiuntiva è di 2.500 euro se i lavoratori irregolari sono fino a cinque e di 5.000 euro se sono più di cinque. Per le violazioni di sicurezza l'Allegato I indica un importo per ciascuna fattispecie: per esempio 2.500 euro per la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi, 3.000 euro per la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione, 300 euro per ogni lavoratore non formato o privo dei dispositivi anticaduta. Gli importi sono raddoppiati se nei cinque anni precedenti l'impresa è già stata destinataria di un provvedimento di sospensione. Su istanza, la revoca può essere concessa pagando subito il 20 per cento della somma, con il residuo maggiorato del 5 per cento da versare entro sei mesi.
Durante la sospensione l'impresa non può contrattare con la pubblica amministrazione. Contro il provvedimento è ammesso ricorso amministrativo entro trenta giorni. Il RSPP può contribuire in modo decisivo a evitare la sospensione verificando con regolarità proprio le voci dell'Allegato I: sono adempimenti di base, ma ancora spesso mancanti nei subappalti.