In un'azienda di lavorazioni meccaniche con trenta addetti su due turni, Marco è il capoturno del pomeriggio. Nessuna lettera lo ha mai nominato preposto, ma assegna le macchine, decide chi fa il cambio utensile e risolve i problemi della linea. Una sera un operatore apre lo sportello di un centro di lavoro bypassando il microinterruttore con una fascetta per velocizzare la pulizia dei trucioli, e subisce una lesione alla mano.
L'indagine accerta che il bypass era in uso da settimane e che il capoturno lo sapeva. Marco sarà considerato preposto per le funzioni effettivamente esercitate, in base al principio di effettività, e gli verrà contestata la mancata vigilanza e il mancato intervento previsto dall'art. 19. Il datore di lavoro dovrà invece rispondere dell'omessa individuazione formale del preposto e, se emerge che la manomissione era tollerata per non perdere produzione, di un difetto organizzativo più ampio.
Le misure che il servizio di prevenzione dovrebbe proporre sono concrete: nomina scritta dei capiturno come preposti, formazione specifica in aula sul ruolo, procedura di pulizia con macchina in sicurezza e attrezzi dedicati, verifica settimanale documentata dei dispositivi di interblocco, registro delle segnalazioni del preposto alla direzione con risposta scritta entro tempi definiti. Il caso, ricostruito come esempio didattico, mostra come la sicurezza del reparto dipenda più dalla qualità della vigilanza quotidiana che dalla perfezione formale del DVR.