Tradurre in pratica i contenuti di questo blocco significa produrre un organigramma della sicurezza che rispecchi l'azienda reale. Il primo passo è identificare il datore di lavoro e verificare che disponga effettivamente dei poteri decisionali e di spesa; nelle società complesse va controllata la coerenza con lo statuto, le procure e le eventuali deleghe ai sensi dell'art. 16, con data certa e accettazione.
Il secondo passo è mappare la linea gerarchica: elencare chi organizza il lavoro, cioè i dirigenti, e chi sovrintende all'esecuzione, cioè i preposti, reparto per reparto e turno per turno, procedendo alle individuazioni scritte richieste dall'art. 18. Il terzo passo riguarda lo staff: designazione del RSPP con verifica degli attestati e degli aggiornamenti, eventuali ASPP con mandato definito, nomina del medico competente quando la valutazione richiede sorveglianza sanitaria.
Seguono la verifica dell'elezione del RLS, o in alternativa del riferimento al RLST, con la comunicazione all'INAIL, e la designazione degli addetti alle emergenze calibrata sui turni effettivi. Infine vanno censiti i soggetti esterni ricorrenti: ditte di manutenzione, lavoratori autonomi, noleggiatori, installatori, con i rispettivi preposti e referenti.
Il risultato va allegato al DVR, affisso nei reparti e rivisto a ogni cambiamento organizzativo. Una verifica a campione, chiedendo a un operatore chi sia il suo preposto e chi il RLS, dice molto sulla qualità del sistema.