Il pericolo è la proprietà o qualità intrinseca di un fattore che ha il potenziale di causare danni; identificarlo richiede di vedere il lavoro come si svolge davvero. Il sopralluogo è lo strumento principale e va organizzato per aree o per processi, in orari diversi, includendo cambio turno, pulizie, manutenzioni e attività non di routine, dove avviene una quota rilevante degli infortuni gravi.
Un metodo efficace è seguire il flusso del materiale: dal piazzale di scarico al magazzino materie prime, dalla linea di lavorazione al controllo qualità, fino alla spedizione. In ogni punto si osservano le fonti di energia, meccanica, elettrica, termica, pneumatica, idraulica e di gravità; le sostanze presenti e le loro modalità d'uso; le posture e gli sforzi; l'interazione tra pedoni e mezzi; i fattori ambientali come rumore, illuminazione e microclima.
L'osservazione va integrata dal dialogo con chi lavora. Chiedere a un operatore di una linea di saldatura cosa succede quando il pezzo si incastra, o come si pulisce la cabina di verniciatura, fa emergere manovre improprie, ripari rimossi, accessi in zone pericolose che nessuna procedura descrive. Fotografie, misure di distanze e note su quanto riferito vanno registrate subito, associando ogni pericolo a un luogo, a un'attività e a una mansione, così da rendere tracciabile la successiva stima. Conviene portare con sé una planimetria aggiornata su cui annotare la posizione di ciascun pericolo rilevato: diventerà la base per le schede di area e per il piano di emergenza.