Il sopralluogo da solo non basta, perché molti pericoli non sono visibili. Le schede di dati di sicurezza, nelle sezioni su identificazione dei pericoli, manipolazione, controllo dell'esposizione e informazioni tossicologiche, rivelano effetti cronici che nessuna ispezione visiva mostrerebbe. I manuali di istruzioni delle macchine indicano rischi residui dichiarati dal fabbricante, modalità di manutenzione sicura, livelli di emissione sonora e vibratoria. Le norme tecniche armonizzate forniscono elenchi di pericoli tipici per famiglie di macchine.
All'interno dell'azienda sono preziosi i dati sugli eventi: un infortunio da schiacciamento delle dita su una cesoia, tre near miss di investimento nello stesso incrocio del magazzino, una serie di medicazioni per tagli nel reparto sbavatura indicano pericoli concreti e la loro frequenza. Le segnalazioni dei preposti e le richieste di intervento alla manutenzione raccontano guasti ricorrenti che diventano condizioni pericolose. Anche i verbali delle verifiche periodiche su apparecchi di sollevamento, impianti di messa a terra e attrezzature a pressione segnalano anomalie da considerare.
All'esterno, le banche dati degli enti pubblici sugli infortuni, le schede di rischio per comparto prodotte da INAIL e dalle Regioni, le guide dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro aiutano a non dimenticare pericoli noti nel settore. Vanno usate come lista di confronto, non come sostituto dell'analisi: il comparto suggerisce cosa cercare, solo l'osservazione dice cosa c'è davvero.