Modulo A · Blocco 4/7 (12–16 h) · Slide 10/50

Fonti informative che completano l'identificazione dei pericoli

Il sopralluogo da solo non basta, perché molti pericoli non sono visibili. Le schede di dati di sicurezza, nelle sezioni su identificazione dei pericoli, manipolazione, controllo dell'esposizione e informazioni tossicologiche, rivelano effetti cronici che nessuna ispezione visiva mostrerebbe. I manuali di istruzioni delle macchine indicano rischi residui dichiarati dal fabbricante, modalità di manutenzione sicura, livelli di emissione sonora e vibratoria. Le norme tecniche armonizzate forniscono elenchi di pericoli tipici per famiglie di macchine.

All'interno dell'azienda sono preziosi i dati sugli eventi: un infortunio da schiacciamento delle dita su una cesoia, tre near miss di investimento nello stesso incrocio del magazzino, una serie di medicazioni per tagli nel reparto sbavatura indicano pericoli concreti e la loro frequenza. Le segnalazioni dei preposti e le richieste di intervento alla manutenzione raccontano guasti ricorrenti che diventano condizioni pericolose. Anche i verbali delle verifiche periodiche su apparecchi di sollevamento, impianti di messa a terra e attrezzature a pressione segnalano anomalie da considerare.

All'esterno, le banche dati degli enti pubblici sugli infortuni, le schede di rischio per comparto prodotte da INAIL e dalle Regioni, le guide dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro aiutano a non dimenticare pericoli noti nel settore. Vanno usate come lista di confronto, non come sostituto dell'analisi: il comparto suggerisce cosa cercare, solo l'osservazione dice cosa c'è davvero.