Modulo A · Blocco 4/7 (12–16 h) · Slide 14/50

La matrice di rischio: costruire la scala della probabilità

Nella matrice semi-quantitativa più diffusa in Italia il rischio è espresso dal prodotto tra probabilità e danno, ciascuno su una scala da 1 a 4. Per la probabilità si usano tipicamente quattro livelli. Improbabile, valore 1: il danno può verificarsi solo per una concomitanza di più eventi poco probabili e indipendenti, non sono noti episodi in azienda o nel settore. Poco probabile, valore 2: il danno può verificarsi solo in circostanze sfortunate, sono noti rarissimi episodi. Probabile, valore 3: la mancanza rilevata può provocare un danno anche se non in modo automatico, è noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno. Altamente probabile, valore 4: esiste una correlazione diretta tra la mancanza e il danno, si sono già verificati danni per la stessa mancanza in azienda o in aziende simili.

Per rendere la scala meno soggettiva conviene ancorarla a elementi osservabili: frequenza di esecuzione del compito, numero di esposti, presenza ed efficacia delle protezioni esistenti, storia di infortuni e near miss, livello di formazione e addestramento degli addetti, condizioni di manutenzione.

Un esempio: l'accesso manuale alla zona di uno stampo su una pressa con riparo interbloccato e verificato ha probabilità bassa; la stessa operazione su una pressa con riparo mobile privo di interblocco, eseguita più volte al giorno per rimuovere sfridi, va collocata nei livelli alti. La probabilità descrive quindi lo stato attuale delle misure, non il pericolo in astratto.