L'articolo 28, comma 2, elenca il contenuto minimo del documento. La lettera a richiede una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. La relazione non è un elenco di rischi, ma un testo che descrive l'azienda, i processi, il metodo e i risultati, consentendo di capire perché si è giunti a certe conclusioni.
La lettera b richiede l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione. Vanno riportate le misure già esistenti, che giustificano la stima attuale del rischio, e per i DPI la mansione a cui sono assegnati, il tipo, le caratteristiche protettive e i rischi per cui sono previsti. Scrivere genericamente guanti di protezione non basta: un guanto contro i tagli da lamiera non protegge dai solventi.
Nella struttura tipica di un DVR, dopo una parte generale con dati aziendali, organigramma della sicurezza e criteri di valutazione, si trovano le schede per area o per mansione, con pericoli, esposti, stima, misure in atto e misure previste, e infine gli allegati: valutazioni specifiche, elenco attrezzature, elenco sostanze, piano di emergenza, documentazione della formazione. Un indice chiaro e una numerazione coerente delle revisioni sono indispensabili per la consultazione, soprattutto quando il documento supera le poche decine di pagine.