Il modo in cui l'azienda reagisce nelle prime ore dopo un infortunio determina la qualità di tutto ciò che segue. La priorità assoluta è il soccorso: gli addetti al primo soccorso intervengono, si chiama il 112 se necessario, si mette in sicurezza l'area per evitare che altri lavoratori siano coinvolti. Subito dopo viene la conservazione dello stato dei luoghi: per un evento grave l'area va interdetta e nulla va spostato o riparato senza autorizzazione, perché l'autorità giudiziaria e gli organi di vigilanza potrebbero disporre accertamenti.
Nella fase successiva si raccolgono le informazioni finché sono fresche: fotografie dell'area, dell'attrezzatura e delle condizioni ambientali, nominativi di chi era presente, prime dichiarazioni dei testimoni raccolte separatamente, documenti pertinenti come il registro dei controlli della macchina, la formazione dell'infortunato, il permesso di lavoro se presente. Il preposto è spesso la persona che conosce meglio la situazione e va coinvolto subito.
In parallelo l'ufficio del personale avvia gli adempimenti verso l'INAIL. Il RSPP informa il datore di lavoro, il medico competente e il RLS, con il quale è opportuno condividere l'analisi. Le misure immediate, come il fermo di una macchina o la sospensione di una lavorazione, vanno decise senza attendere la conclusione dell'indagine. Un infortunio significativo può rendere necessaria la rielaborazione della valutazione dei rischi, secondo quanto previsto dall'articolo 29, ed è comunque l'occasione per verificare se il DVR aveva previsto quello scenario.