L'articolo 139 del DPR 1124/65 obbliga ogni medico che ne riconosca l'esistenza a denunciare le malattie professionali comprese in un apposito elenco, aggiornato periodicamente con decreto ministeriale. Questo elenco ha una funzione diversa dalle tabelle assicurative: non serve a indennizzare, ma a conoscere e prevenire. La denuncia va inviata all'organo di vigilanza territorialmente competente e, dopo il D.Lgs. 38/2000, confluisce anche nel Registro nazionale delle malattie causate dal lavoro o ad esso correlate, istituito presso l'INAIL.
L'elenco è strutturato in tre liste. La lista I comprende le malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità; la lista II quelle di limitata probabilità, per le quali non sussistono ancora conoscenze sufficienti per l'inserimento nella prima; la lista III quelle la cui origine lavorativa si può ritenere possibile. La progressione serve a raccogliere segnalazioni anche su patologie emergenti, in modo che i dati possano un giorno giustificarne il passaggio a liste più certe e, eventualmente, l'inserimento nelle tabelle.
L'obbligo riguarda ogni medico, non solo il medico competente. Il medico competente, che conosce i rischi della mansione, ha però un ruolo privilegiato nel riconoscere il possibile legame con il lavoro. In azienda la segnalazione di una malattia professionale deve diventare un input per la valutazione dei rischi: se un lavoratore del reparto saldatura sviluppa una patologia respiratoria correlabile, occorre riesaminare l'esposizione di tutti i colleghi.