Un near miss, o quasi infortunio, è un evento non pianificato che avrebbe potuto causare un danno alle persone ma che, per una circostanza fortunata o per un intervento tempestivo, non lo ha causato. Un carico che scivola dalle forche e cade a un metro da un operatore, un lavoratore che inciampa su un cavo e si riprende all'ultimo istante, una valvola aperta per errore e richiusa prima che il fluido raggiunga qualcuno: sono tutti eventi che, con pochi centimetri o pochi secondi di differenza, sarebbero stati infortuni.
Il loro valore sta nel fatto che condividono le stesse cause degli infortuni ma si verificano con frequenza molto maggiore, come mostrano le teorie della piramide degli eventi già discusse nel blocco dedicato alla scienza della sicurezza. Analizzarli permette di agire sulle cause senza aspettare il danno. Un'azienda che registra dieci infortuni l'anno dispone di dati scarsi; se raccoglie duecento near miss ha una base molto più solida per capire dove intervenire.
Vanno distinti dai near miss altri eventi che è utile registrare con categorie proprie: le condizioni pericolose, cioè situazioni rilevate prima che accada qualcosa, come una griglia mancante su un pozzetto; gli atti non sicuri osservati; i danni solo materiali, come un urto del carrello contro una scaffalatura. Classificare correttamente evita di mescolare eventi con significato diverso. La condizione essenziale per ottenere segnalazioni sincere è una cultura non punitiva: se chi segnala viene sanzionato, le segnalazioni spariscono.