Raccogliere centinaia di segnalazioni senza analizzarle produce solo un archivio. Il primo passaggio è la classificazione di ogni evento secondo criteri stabili: area, attività, tipo di pericolo, agente materiale, fattori contributivi. Il secondo è la stima della gravità potenziale, cioè del danno peggiore ragionevolmente possibile se le circostanze fossero state meno favorevoli. Un oggetto caduto da un metro su un'area vuota e un componente da venti chili caduto da sei metri accanto a un operatore non hanno lo stesso peso.
Gli eventi ad alta gravità potenziale meritano un'analisi approfondita, simile a quella di un infortunio, con sopralluogo, interviste e individuazione dei fattori organizzativi. Quelli a bassa gravità possono essere gestiti con un'azione diretta del preposto e registrati per l'analisi aggregata.
Per i trend si usano indicatori semplici. Il numero di segnalazioni ogni cento lavoratori misura la partecipazione: se cala, non significa necessariamente che ci siano meno pericoli, più spesso che la gente ha smesso di segnalare. La distribuzione per categoria, rappresentata con un diagramma di Pareto, mostra le aree prioritarie. La percentuale di azioni chiuse nei tempi previsti e il tempo medio di chiusura misurano la capacità di risposta dell'organizzazione. Un picco di segnalazioni in un reparto dopo l'introduzione di una nuova linea non è un segnale negativo: indica che le persone stanno osservando le criticità del cambiamento, ed è proprio in quella fase che conviene intervenire.