Il decreto GSA prevede che, nei luoghi di lavoro in cui è obbligatorio il piano di emergenza, il datore di lavoro organizzi esercitazioni antincendio almeno una volta l'anno, per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento. Un'esercitazione aggiuntiva è opportuna dopo modifiche rilevanti del layout, dopo lavori sulle vie d'esodo, dopo un aumento significativo del personale o quando la prova precedente ha evidenziato carenze importanti.
Per essere utile, l'esercitazione si progetta come un test. Si definisce uno scenario realistico, ad esempio un principio di incendio nel locale compressori durante il turno pomeridiano; si scelgono osservatori posizionati nei punti critici, come le scale, le uscite verso i piazzali di carico e il punto di raccolta; si stabiliscono gli obiettivi misurabili, come il tempo di attivazione dell'allarme, il tempo di sfollamento completo e il tempo di completamento dell'appello. In alcune prove conviene bloccare un'uscita per verificare che le persone sappiano scegliere un percorso alternativo.
Al termine si redige un verbale che riporta data, ora, scenario, partecipanti, tempi rilevati, criticità osservate e azioni correttive con responsabile e scadenza. Una prova senza criticità registrate è quasi sempre una prova osservata male. Il verbale si conserva tra la documentazione della sicurezza e alimenta la revisione del piano: se il punto di raccolta si è rivelato troppo vicino all'edificio o in mezzo alla viabilità dei camion, va spostato.