Consideriamo un'azienda metalmeccanica di carpenteria con 120 lavoratori, due turni da otto ore, un capannone di produzione con saldatura e verniciatura a spruzzo, un deposito di vernici e solventi, un magazzino lamiere servito da carroponti e una palazzina uffici su due piani. L'attività di verniciatura e il deposito di liquidi infiammabili la rendono soggetta ai controlli dei Vigili del fuoco; per il pronto soccorso, l'indice infortunistico del settore la colloca nel gruppo A.
Il RSPP imposta il piano partendo dai numeri. Per l'antincendio prevede addetti di livello 2, almeno quattro per turno in produzione, così da coprire saldatura, verniciatura, magazzino e mensa, più due negli uffici; aggiunge una riserva per ferie e malattie. Per il primo soccorso, con corso di 16 ore, prevede almeno tre addetti per turno distribuiti tra le aree. Il coordinatore dell'emergenza è il capoturno, con un sostituto nominato.
Le procedure distinguono tre scenari principali: incendio nella cabina di verniciatura, con arresto degli impianti di aspirazione e intercettazione del gas; infortunio grave in carpenteria, con chi chiama il 112, chi accoglie l'ambulanza al cancello e chi presidia l'infortunato; sversamento di solvente nel deposito, con kit assorbenti e allontanamento delle fonti di innesco. Il punto di raccolta viene collocato lontano dal piazzale dei mezzi pesanti, e la prima esercitazione dell'anno viene programmata nel turno pomeridiano, quello con meno personale esperto.