L'articolo 36 non prescrive una forma specifica per l'informazione, quindi il datore di lavoro può scegliere i canali più adatti, purché efficaci e dimostrabili. I più usati sono il fascicolo di accoglienza, le schede di mansione, le bacheche di reparto, la segnaletica, i briefing di inizio turno, le comunicazioni sulla intranet aziendale e le brevi riunioni di reparto, spesso chiamate toolbox talk.
Dal punto di vista probatorio conta poter dimostrare chi ha ricevuto quale contenuto e quando. Una ricevuta firmata con la data e l'elenco dei documenti consegnati è la prova minima; per i briefing è utile un foglio presenze con l'argomento trattato. Nelle aziende più strutturate si usano piattaforme che registrano la lettura dei documenti, ma un clic di conferma non dimostra la comprensione: per i contenuti critici conviene aggiungere poche domande di controllo.
Alcuni esempi pratici aiutano a calibrare il canale. Una modifica del percorso di esodo dopo lavori edili va comunicata con planimetria aggiornata, cartellonistica e un passaggio diretto nei reparti interessati. Il cambio del medico competente può essere comunicato in bacheca e via posta elettronica. Un nuovo prodotto chimico richiede invece un incontro mirato con gli addetti che lo useranno. L'errore da evitare è la bacheca sovraffollata, dove avvisi superati coprono quelli validi e nessuno legge più nulla: ogni avviso dovrebbe riportare una data di affissione e una di rimozione.