L'Accordo del 2025 rende obbligatoria per tutti i corsi una verifica finale di apprendimento, che deve accertare l'acquisizione delle conoscenze e, quando il corso comprende una parte pratica, delle abilità. In precedenza alcune tipologie di corso ne erano prive o la prevedevano in forma facoltativa.
La verifica può assumere forme diverse: test a risposta multipla, domande aperte, colloquio, simulazione di un caso, prova pratica. La scelta va coerente con gli obiettivi del corso. Per la formazione generale dei lavoratori un questionario ben costruito è sufficiente; per un preposto conviene aggiungere l'analisi di una situazione reale, ad esempio una foto di reparto in cui individuare le non conformità e descrivere come intervenire; per un operatore di gru su autocarro la prova pratica di manovra è parte essenziale.
Un test valido ha domande chiare, non ambigue, che misurano comprensione e non memoria di numeri di articoli. Distrattori plausibili, cioè risposte sbagliate credibili, rendono il test informativo. La soglia di superamento va dichiarata nel progetto formativo e, in caso di esito negativo, deve essere prevista una modalità di recupero.
L'esito della verifica non è solo un adempimento: un'analisi delle domande più sbagliate in un'edizione indica al docente quali concetti non sono passati e al RSPP quali messaggi vanno rinforzati in reparto. Il test va conservato nel fascicolo del corso insieme al registro presenze.