Modulo A · Blocco 7/7 (24–28 h) · Slide 31/50

Verifica di efficacia durante la prestazione lavorativa

La novità concettualmente più rilevante dell'Accordo del 2025 è la verifica dell'efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa, prevista dall'articolo 37 dopo la legge 215 del 2021. Il test di fine corso misura ciò che il partecipante sa in aula; la verifica di efficacia misura se, a distanza di tempo, quella conoscenza si è trasformata in comportamenti corretti sul lavoro.

La responsabilità ricade sul datore di lavoro, che può avvalersi del servizio di prevenzione, dei dirigenti e dei preposti. L'Accordo non impone un metodo unico e lascia scegliere strumenti proporzionati all'azienda. I più usati sono l'osservazione strutturata dei comportamenti con una check list per mansione, i colloqui o questionari a distanza di alcuni mesi, l'analisi dell'andamento di infortuni, quasi incidenti e non conformità riscontrate dai preposti, gli audit sulle procedure critiche.

Un esempio pratico: dopo un corso sul rischio chimico per gli addetti alla galvanica, il preposto per alcune settimane registra con una scheda se i DPI vengono indossati correttamente, se i fusti sono richiusi, se le etichette dei contenitori secondari sono presenti. Il confronto con la situazione precedente al corso dice se la formazione ha funzionato. Se i risultati sono deludenti, la risposta non è necessariamente un altro corso: spesso il problema sta in un DPI scomodo, in un tempo ciclo troppo stretto o in un preposto che tollera le deviazioni. Gli esiti della verifica vanno documentati e devono alimentare il piano formativo successivo.