Una parte dell'Accordo del 2025 è dedicata al riconoscimento dei crediti formativi, per evitare che le stesse ore vengano ripetute inutilmente quando una persona cambia azienda, ruolo o percorso.
Il principio di base è che la formazione già svolta conserva valore se i contenuti e le durate coincidono con quelli richiesti. La formazione generale dei lavoratori, come visto, è un credito permanente. La formazione specifica è legata al settore e ai rischi: un lavoratore che passa da un'azienda metalmeccanica a rischio alto a un'altra dello stesso comparto con rischi analoghi può vedersi riconosciuta la formazione, mentre se si sposta in un'azienda alimentare con rischi diversi dovrà integrare i contenuti mancanti. Esistono poi crediti tra percorsi diversi: ad esempio, la formazione da preposto o da dirigente include contenuti che possono assorbire quelli di altri corsi, secondo le tabelle dell'Accordo.
Il riconoscimento non è automatico e va valutato dal datore di lavoro, con il supporto del servizio di prevenzione. Il metodo corretto è confrontare il programma del corso documentato nell'attestato con i rischi della nuova mansione, individuare le lacune e colmarle con un modulo integrativo, sempre accompagnato dalla formazione sulle procedure e sull'organizzazione della nuova azienda, che nessun attestato esterno può coprire. Un errore frequente è accettare l'attestato del precedente datore senza leggerlo, scoprendo poi che riguardava un settore completamente diverso.