Un'azienda di componentistica automobilistica con 120 dipendenti deve aumentare la produzione e decide di introdurre un terzo turno notturno su due linee di assemblaggio. La decisione ha riflessi evidenti sulla sicurezza: lavoro notturno, minore presenza di personale di supporto, emergenze da gestire con meno addetti, sorveglianza sanitaria da rivedere.
Una gestione corretta segue alcuni passaggi. Il servizio di prevenzione individua le conseguenze sulla valutazione dei rischi e prepara una nota con le misure ipotizzate: presenza di almeno un addetto antincendio e uno di primo soccorso per turno, illuminazione delle aree esterne e del parcheggio, procedura per il lavoro isolato nel magazzino, visite mediche per i lavoratori notturni. La nota viene consegnata al rappresentante dei lavoratori con alcuni giorni di anticipo, insieme alla bozza di aggiornamento del DVR. Segue un incontro in cui il rappresentante porta le osservazioni raccolte dai colleghi, ad esempio la richiesta di un punto ristoro accessibile di notte e di una rotazione che non lasci sempre le stesse persone sul turno.
Poiché la variazione è significativa, si convoca una riunione ai sensi dell'articolo 35, in cui le decisioni vengono verbalizzate con responsabili e date. Le osservazioni accolte entrano nel piano; quelle respinte ricevono una risposta motivata.
Il risultato non è solo la conformità: i lavoratori del nuovo turno sanno che le loro preoccupazioni sono state ascoltate, e questo riduce resistenze e comportamenti di aggiramento nelle prime settimane.