La leadership è la capacità di orientare il comportamento di altre persone verso un obiettivo, e non coincide con la posizione gerarchica. Anche il RSPP, privo di poteri direttivi, esercita una forma di leadership quando convince una squadra ad adottare una procedura.
Gli studi classici di Kurt Lewin distinguevano tre stili: autoritario, in cui il leader decide e impone; democratico, in cui coinvolge il gruppo nelle decisioni; permissivo, in cui lascia fare. I modelli successivi, come la leadership situazionale di Hersey e Blanchard, hanno mostrato che non esiste uno stile migliore in assoluto: lo stile efficace dipende dalla maturità del collaboratore rispetto al compito, cioè dalla sua competenza e dalla sua motivazione.
Applicato alla sicurezza, questo significa che con un neoassunto inesperto serve uno stile direttivo, con istruzioni chiare e controllo frequente; con un operatore competente ma demotivato serve sostegno e coinvolgimento; con un tecnico esperto e motivato si può delegare, ad esempio affidandogli la stesura di un'istruzione operativa. Lo stile permissivo, invece, è quasi sempre dannoso: tollerare una deviazione equivale a renderla norma.
Per un preposto o un capo reparto la leadership in sicurezza si esprime soprattutto con l'esempio. Un capoturno che entra in reparto senza occhiali di protezione annulla in un attimo qualunque corso. Il RSPP può aiutare i responsabili a riconoscere il proprio stile e a usarlo consapevolmente, anche attraverso momenti di confronto dopo un evento critico.