Accanto al giro programmato esistono altre forme di visita, ognuna con regole proprie. Il sopralluogo mirato riguarda un solo rischio o una sola attività, per esempio la verifica delle operazioni di travaso solventi in verniciatura, e si fa con una check list breve e specifica. Il sopralluogo post-evento segue un infortunio, un danno o una segnalazione: va fatto presto, prima che la scena venga ripristinata, e si concentra sulla raccolta di elementi oggettivi.
C'è poi il sopralluogo congiunto con il medico competente: l'art. 25, comma 1, lettera l, prevede che il medico visiti gli ambienti di lavoro almeno una volta l'anno o con cadenza diversa stabilita in base alla valutazione dei rischi. Organizzarlo insieme al servizio di prevenzione permette di discutere sul posto di posture, esposizioni e fragilità. Il sopralluogo con il RLS, che ai sensi dell'art. 50 ha diritto di accedere ai luoghi in cui si svolgono le lavorazioni, aumenta la credibilità delle osservazioni presso i lavoratori.
Infine il sopralluogo di avvio, prima che entri in funzione un nuovo impianto o una nuova area, è il momento più economico per correggere errori: spostare un quadro elettrico o un parapetto sulla carta costa poco, farlo a impianto avviato costa fermi e lavori. Ogni tipologia andrebbe registrata con una sigla diversa nel registro, così da poter distinguere i rilievi programmati da quelli reattivi. Questa distinzione, a fine anno, mostra quanta parte del lavoro è prevenzione e quanta inseguimento degli eventi.