Un registro diventa uno strumento di analisi solo se i rilievi sono classificati con categorie stabili. La scelta più utile è usare per la tipologia di pericolo le stesse voci con cui è strutturato il DVR aziendale: rischio meccanico, elettrico, cadute dall'alto, cadute in piano, investimento da mezzi, movimentazione manuale, chimico, rumore, incendio, e così via. In questo modo ogni rilievo si collega naturalmente al capitolo del documento che andrà eventualmente aggiornato.
Una seconda classificazione, molto utile e spesso dimenticata, riguarda il tipo di misura necessaria: tecnica, come un riparo o un parapetto; organizzativa, come un cambio di layout o di turni; procedurale, come una nuova istruzione operativa; formativa o informativa; comportamentale, quando la condizione è adeguata ma non viene rispettata. Se a fine anno il settanta per cento dei rilievi richiede misure tecniche, il problema è di investimento; se prevalgono quelli comportamentali in un'area, il tema è di supervisione e di cultura.
Le categorie vanno definite una volta per tutte in un piccolo glossario allegato al registro, con esempi per i casi dubbi. Una scala portatile con gradini rotti è rischio di caduta dall'alto e misura tecnica; la stessa scala usata al posto del trabattello previsto è rischio di caduta dall'alto e misura comportamentale o organizzativa. Usare menu a tendina con valori fissi, invece di testo libero, evita che la stessa categoria compaia scritta in cinque modi diversi, rendendo inutilizzabili filtri e conteggi.