Il passaggio più delicato è trasformare l'osservazione in un'azione concreta. Una misura scritta in modo vago, come migliorare la sicurezza della postazione o sensibilizzare il personale, non verrà mai chiusa davvero, perché nessuno saprà quando è finita. Una misura ben scritta indica che cosa si fa, dove, chi lo fa, entro quando e come si verificherà il risultato. Ad esempio: installare un riparo fisso sul lato posteriore della pressa piegatrice numero tre, a cura del capo manutenzione, entro il 30 del mese, con verifica sul campo da parte dell'ASPP.
La misura non la decide l'ASPP da solo. Propone una o più soluzioni, possibilmente ordinate secondo la gerarchia nota, dall'eliminazione del pericolo fino ai DPI, e le discute con il preposto e con chi dovrà realizzarle. Spesso il manutentore conosce una soluzione più semplice ed economica di quella pensata in ufficio, e coinvolgerlo aumenta molto la probabilità che venga davvero realizzata e mantenuta nel tempo.
Il follow-up è parte della misura. Il registro va riesaminato con cadenza fissa, ad esempio ogni settimana, filtrando i rilievi con scadenza superata o prossima. Il sollecito al responsabile è breve e fattuale, con il codice del rilievo, la foto e la data prevista. Se lo stesso rilievo supera due volte la scadenza senza motivazione, viene portato all'attenzione del RSPP, che deciderà se coinvolgere il dirigente competente. Questa scala di escalation, nota a tutti, rende i solleciti meno personali e più efficaci.