Una fotografia comunica in un istante ciò che richiederebbe un paragrafo di descrizione, ed è comprensibile anche da chi non conosce il reparto o la terminologia tecnica. Per questo la documentazione fotografica è diventata parte essenziale del lavoro dell'ASPP. Serve a rendere chiari i rilievi a chi deve intervenire, a dimostrare la situazione esistente in una certa data, a confrontare il prima e il dopo di un intervento, a costruire materiale formativo basato sulla realtà dell'azienda.
La foto ha anche un valore probatorio: in caso di contestazioni, indagini su un infortunio o verifiche da parte degli organi di vigilanza, l'immagine datata e archiviata con ordine dimostra che una situazione era stata rilevata e comunicata, oppure che una misura era stata adottata. Perché abbia questo valore deve essere riconducibile con certezza a un luogo, a una data e a un rilievo specifico, ed essere conservata in modo da non poter essere confusa o alterata.
Ci sono però limiti da conoscere. Una foto mostra un istante e non un processo: non dice quanto spesso una situazione si verifica né perché. Può inoltre essere fuorviante se inquadra solo un dettaglio senza il contesto, o se è scattata in un momento non rappresentativo, come durante una pulizia straordinaria. Per questo la foto non sostituisce mai la descrizione scritta del rilievo, ma la accompagna. La combinazione di testo preciso e immagine ben fatta è ciò che rende un rilievo difficile da ignorare.