Una buona foto di sicurezza non richiede abilità artistiche ma alcune regole costanti. La prima è scattare almeno due immagini per ogni rilievo: una di contesto, che mostra dove si trova il problema rispetto a riferimenti riconoscibili come la macchina, il numero della campata o la porta, e una di dettaglio, che mostra il problema in modo leggibile. Chi riceve solo il primo piano di un bullone mancante non saprà mai su quale delle venti scaffalature cercarlo.
La seconda regola riguarda la scala. Quando la dimensione è rilevante, come per la larghezza di una corsia, l'altezza di un parapetto o l'apertura di un riparo, si inserisce nell'inquadratura un metro o un oggetto di dimensioni note. La terza riguarda la luce: nei locali bui si usa la torcia o il flash, evitando i controluce verso le finestre, che rendono l'immagine inutilizzabile. È meglio avvicinarsi fisicamente al soggetto, quando è sicuro farlo, piuttosto che usare lo zoom digitale, che degrada la qualità.
La quarta regola riguarda la ripetibilità: la foto del dopo va scattata dalla stessa posizione e con la stessa inquadratura di quella del prima, così che il confronto sia immediato anche per chi non conosce il luogo. Infine si controlla che le impostazioni del dispositivo registrino correttamente data e ora, e si rinomina o si collega la foto al codice del rilievo il giorno stesso. Una foto non catalogata entro ventiquattro ore tende a diventare una foto non più identificabile.