Aggiornamento ASPP · Blocco 2/5 (4–8 h) · Slide 34/50

Protezione delle vie respiratorie: filtri, scadenze e fit test

I dispositivi di protezione delle vie respiratorie richiedono controlli specifici, perché la loro efficacia può venir meno senza segni visibili. Il filtro antigas saturo non cambia aspetto; il facciale filtrante che non aderisce al volto lascia passare l'aria contaminata dai bordi senza che il lavoratore se ne accorga.

Per i filtri il primo controllo riguarda la corrispondenza con il rischio, secondo il codice colore e lettera ormai noto: marrone per i vapori organici di tipo A, grigio per i gas inorganici di tipo B, giallo per i gas acidi di tipo E, verde per l'ammoniaca di tipo K, bianco per le particelle di tipo P. Poi la data di scadenza stampata sulla confezione chiusa, e la durata dopo l'apertura, che il fabbricante indica e che dipende dalle condizioni di conservazione e dall'esposizione. Una regola semplice è scrivere sul filtro la data di apertura con un pennarello e prevedere una sostituzione programmata, oltre a quella immediata quando l'operatore percepisce odore o sapore del contaminante o difficoltà di respirazione.

Per maschere e semimaschere riutilizzabili si controllano valvole di inspirazione ed espirazione, bardatura elastica, guarnizioni e schermo. La tenuta sul volto va verificata dall'utilizzatore a ogni indossamento con le prove di pressione positiva e negativa indicate dal fabbricante. Più impegnativa ma molto utile è la prova di adattamento, il cosiddetto fit test, qualitativo o quantitativo, che verifica se quel modello e quella taglia sono adatti al volto del singolo lavoratore. Barba e basette sotto la linea di tenuta la compromettono.