Anche per le attrezzature la tracciabilità è la condizione per far funzionare i controlli. Ogni elemento dell'anagrafica deve essere fisicamente identificabile in campo con lo stesso codice usato nel registro: una targhetta metallica, una placca rivettata, un'incisione, un'etichetta resistente. Per gli accessori di sollevamento si usano spesso targhette con codice punzonato o anelli identificativi; per le brache tessili il codice può essere scritto sull'etichetta del fabbricante o su un'etichetta aggiuntiva cucita.
Le tecnologie oggi disponibili rendono il collegamento tra oggetto e registro molto più semplice. Un codice QR o un'etichetta NFC applicati sull'attrezzatura permettono, con uno smartphone, di aprire la scheda con anagrafica, manuale, ultimi controlli e scadenze; di compilare la check list pre-uso; di segnalare un'anomalia allegando una foto. Il preposto in reparto e l'ispettore in visita vedono le stesse informazioni dell'ufficio.
La tracciabilità deve coprire tutto il ciclo di vita, dall'ingresso alla dismissione. Gli eventi da registrare sono acquisto o noleggio, messa in servizio, controlli, verifiche, guasti, riparazioni, modifiche, spostamenti tra reparti o cantieri, fermi e infine dismissione. Questa storia permette analisi utili: un carrello con frequenti guasti ai freni, una famiglia di paranchi con difetti ricorrenti alla pulsantiera, un modello di scala che si rompe sempre nello stesso punto. L'ASPP che sa leggere la storia delle attrezzature fornisce al RSPP elementi concreti per decidere sostituzioni e acquisti.