Consideriamo un'officina metalmeccanica con circa cinquanta addetti, due carriponte da 5 e 10 tonnellate, quattro gru a bandiera, una linea di presse piegatrici, sei carrelli elevatori, un impianto ad aria compressa e un reparto di saldatura. Il RSPP chiede all'ASPP una verifica dello stato dei controlli prima di una visita programmata dell'ente certificatore.
Il censimento fa emergere che le gru a bandiera hanno portata di 500 chilogrammi e sono quindi soggette a verifica periodica, ma due non risultano mai denunciate all'INAIL perché installate da un fornitore che non lo aveva segnalato. I registri trimestrali delle funi dei carriponte esistono, ma l'ultimo trimestre non è firmato. Le presse piegatrici hanno un registro di manutenzione redatto dalla ditta esterna, ma nessuna traccia dei controlli delle barriere fotoelettriche. Le check list pre-uso dei carrelli sono compilate, ma nel cassetto ci sono anche schede già firmate in anticipo per la settimana successiva.
L'ASPP elabora un rapporto con tre livelli di priorità. Immediata: comunicazione di messa in servizio delle due gru e, nel frattempo, valutazione con il RSPP del loro utilizzo; firma e chiusura del controllo trimestrale delle funi. A breve termine: inserimento nel piano dei controlli delle barriere fotoelettriche secondo il manuale delle presse, incontro con i carrellisti e il preposto sul significato della check list. A medio termine: passaggio a schede digitali con data e ora automatiche, che rendono impossibile la compilazione anticipata.