Un centro di distribuzione con centoventi addetti, in parte somministrati, lavora su tre turni con venti carrelli elevatori e trenta transpallet elettrici. I DPI previsti sono scarpe di sicurezza, guanti antitaglio, giubbetti ad alta visibilità e, per alcune aree, otoprotettori. L'ASPP rileva in un mese tre segnalazioni di lavoratori senza scarpe adeguate e diversi giubbetti con bande riflettenti consumate.
L'analisi mostra cause organizzative. Il magazzino DPI è aperto solo nel turno centrale, quindi chi lavora la notte non può sostituire un dispositivo rotto. I lavoratori somministrati ricevono i DPI dall'agenzia, con modelli diversi da quelli aziendali e senza una scheda di consegna disponibile in sede. I giubbetti vengono lavati a casa senza indicazioni sul numero di lavaggi. Gli otoprotettori sono collocati solo all'ingresso principale, lontano dall'area di confezionamento rumorosa.
Le azioni proposte sono concrete. Un armadio DPI di emergenza accessibile al capoturno notturno, con registrazione dei prelievi. Un accordo con l'agenzia di somministrazione, coerente con la ripartizione degli obblighi prevista per il lavoro somministrato, che stabilisca chi fornisce quali DPI e garantisca in sede copia delle schede di consegna. Una sostituzione programmata dei giubbetti con conteggio dei lavaggi in etichetta. Un dispenser di inserti auricolari all'ingresso dell'area rumorosa. Dopo tre mesi l'ASPP ripete l'osservazione a campione per misurare l'effetto delle azioni e riferire i risultati al RSPP.