Riassumendo quanto emerso, gli errori più ricorrenti nei sistemi di controllo su attrezzature e DPI sono riconoscibili: anagrafiche incomplete, attrezzature dell'Allegato VII mai denunciate, controlli straordinari omessi dopo urti o lunghi fermi, persona competente non individuata, registri con anomalie aperte senza chiusura, check list compilate in anticipo, accessori senza identificazione, schede di consegna DPI generiche, magazzini senza taglie o con prodotti scaduti, DPI scartati ma non resi inutilizzabili.
Un piano d'azione per il primo trimestre può seguire questa sequenza. Nelle prime settimane l'ASPP completa o aggiorna l'anagrafica delle attrezzature e delle famiglie di DPI critici, individuando quelle soggette a verifica di legge e quelle con tracciabilità individuale. Subito dopo imposta lo scadenzario unico con preavvisi e semaforo, e propone al datore di lavoro la nomina formale delle persone competenti. Nel secondo mese rivede con gli operatori le check list pre-uso delle attrezzature più usate, introduce il flusso del cartellino di fuori servizio e verifica l'organizzazione del magazzino DPI con scorte minime e criteri di scarto.
Nel terzo mese avvia i sopralluoghi a campione con confronto tra registri e realtà, raccoglie i primi indicatori e presenta al RSPP un rapporto sintetico con le criticità residue e le proposte. Da quel momento il lavoro diventa manutenzione del sistema: un giro mensile, una revisione trimestrale degli indicatori e un aggiornamento ogni volta che entra o esce un'attrezzatura.