Gli infortuni sono un indicatore a posteriori: arrivano quando il danno è già fatto, e in un'azienda di cento persone sono talmente pochi che non permettono di capire nulla di statisticamente solido. Un sito con due infortuni all'anno può passare a zero o a quattro per puro caso. I mancati infortuni, invece, sono decine o centinaia e consentono di vedere dove si concentrano i problemi prima che producano lesioni. Per questo vengono classificati tra gli indicatori anticipatori, quelli che il linguaggio dei sistemi di gestione chiama leading.
Attenzione però a un equivoco frequente. Il numero di near miss in sé non misura la sicurezza: misura la propensione a segnalare. Un reparto che passa da cinque a quaranta segnalazioni in sei mesi non è diventato più pericoloso, ha semplicemente cominciato a parlare. Gli indicatori anticipatori veri, quelli che dicono qualcosa sulla prevenzione, sono quelli di processo: quante segnalazioni sono state analizzate, quante azioni sono state chiuse nei tempi, quante sono state verificate efficaci.
Per l'ASPP questo significa impostare fin dall'inizio due famiglie di dati. La prima descrive gli eventi: tipo, area, potenziale di gravità. La seconda descrive il funzionamento del sistema: tempi di presa in carico, azioni aperte e chiuse. Senza la seconda famiglia il sistema diventa un archivio di episodi; con entrambe diventa uno strumento di gestione che il RSPP può presentare alla direzione con argomenti concreti.