Aggiornamento ASPP · Blocco 3/5 (8–12 h) · Slide 7/50

Perché i lavoratori non segnalano: le barriere reali

Chiedete in un reparto perché non arrivano segnalazioni e le risposte saranno sempre le stesse. La prima è la paura: di essere giudicati incapaci, di mettere nei guai un collega, di ricevere un richiamo per essersi trovati nel posto sbagliato. La seconda è la sfiducia: ho segnalato quella griglia rotta tre mesi fa e nessuno ha fatto niente. La terza è la fatica: il modulo è lungo, sta in un ufficio lontano, bisogna scrivere a mano a fine turno con le mani sporche. La quarta è la normalizzazione: è sempre stato così, non è successo niente, perché parlarne.

C'è poi una barriera culturale tipica di alcuni ambienti, come cantieri e officine, dove raccontare uno spavento viene vissuto come una debolezza. E una barriera organizzativa: il preposto, sotto pressione per la produzione, scoraggia anche involontariamente le segnalazioni perché ognuna gli porta lavoro in più o mette in luce un problema della sua squadra.

Per l'ASPP il primo compito è capire quali barriere pesano nella propria azienda, senza dare per scontata la risposta. Strumenti semplici: brevi colloqui durante i sopralluoghi, una domanda inserita nei momenti di formazione, l'analisi delle poche segnalazioni ricevute per vedere chi le fa e da quali reparti arrivano. Se arrivano solo da due persone, il problema non è la sicurezza del resto dello stabilimento, è il sistema. Ogni barriera individuata richiede una leva diversa, ed è inutile lanciare una campagna di comunicazione se il vero ostacolo è la mancanza di risposte.