Aggiornamento ASPP · Blocco 3/5 (8–12 h) · Slide 8/50

Separare segnalazione e disciplina: regole scritte e coerenti

Nessuna campagna funziona se i lavoratori temono che quanto scrivono venga usato contro di loro. La soluzione non è promettere impunità totale, che sarebbe né credibile né corretta verso chi rispetta le regole e verso i colleghi, ma stabilire una regola chiara: chi segnala un evento in cui è coinvolto non subisce provvedimenti per il solo fatto di averlo segnalato, salvo comportamenti dolosi o violazioni gravi e consapevoli delle regole fondamentali. È la logica che nella letteratura viene chiamata cultura giusta, approfondita in altri percorsi; qui interessa come tradurla in pratica.

In concreto, la regola va scritta nella procedura e firmata dalla direzione, non solo enunciata a voce. Deve essere nota ai preposti, che sono i primi a doverla applicare. E soprattutto deve essere coerente nei fatti: basta un solo caso in cui una segnalazione si traduce in un richiamo scritto perché tutto lo stabilimento lo venga a sapere e le segnalazioni si fermino per mesi.

L'ASPP ha un ruolo delicato: non decide sui provvedimenti, ma può proteggere il sistema. Ad esempio separando fisicamente le schede near miss dai fascicoli disciplinari, descrivendo nelle analisi i comportamenti e non i nomi, segnalando al RSPP quando un responsabile di reparto usa le schede per contestazioni. Utile anche distinguere, nella scheda, il segnalante dal coinvolto: spesso chi segnala è un testimone, e trattarlo come imputato è il modo più rapido per non ricevere mai più nulla.