Aggiornamento ASPP · Blocco 3/5 (8–12 h) · Slide 19/50

Anatomia di una scheda di segnalazione che viene compilata

La scheda ideale si compila in tre minuti, in piedi, con una penna. Ogni campo in più riduce il numero di schede che arrivano. I campi minimi, che quasi tutte le aziende ritengono indispensabili, sono: data e ora approssimativa; area o reparto, meglio se scelto da un elenco predefinito; cosa è successo, in poche righe; cosa sarebbe potuto succedere; cosa è stato fatto subito; una proposta facoltativa di soluzione; nome facoltativo del segnalante e firma.

Tipologia dell'evento con caselle da barrare, ad esempio near miss, condizione pericolosa, comportamento pericoloso, danno a cose, aiuta la classificazione successiva, ma resta facoltativa per chi compila: sarà l'ASPP a confermarla o correggerla. Tutti gli altri dati utili all'analisi, come cause, potenziale di gravità, codici di classificazione, azioni, responsabili e scadenze, vanno nella seconda parte della scheda, riservata a chi analizza, oppure direttamente nel registro digitale.

Questa separazione tra parte del segnalante e parte dell'analista è il punto chiave. Molte schede falliscono perché chiedono al lavoratore di individuare le cause radice, la frequenza di esposizione o di compilare una matrice di rischio: domande che lo intimidiscono e lo spingono a rinunciare. Infine, ogni scheda deve avere un numero progressivo, prestampato o assegnato alla registrazione, che diventa il riferimento per il riscontro al segnalante e per il collegamento con le azioni correttive.