La prima dimensione descrive cosa è successo o stava per succedere, in termini di modalità di contatto tra persona e fonte di pericolo. Una griglia pratica, adattabile alla maggior parte delle aziende manifatturiere e logistiche, può includere: scivolamento, inciampo e caduta in piano; caduta dall'alto; caduta o proiezione di oggetti; urto o investimento da mezzi in movimento; contatto con organi in movimento, schiacciamento o cesoiamento; contatto con superfici calde, fiamme o fluidi; contatto elettrico; esposizione o rilascio di sostanze pericolose; principio di incendio; sforzo o movimento scoordinato.
Questa impostazione richiama la logica delle variabili di deviazione e contatto usate nelle statistiche europee sugli infortuni e da INAIL: non è necessario riprodurne la codifica completa, ma usare una logica simile facilita il confronto tra i vostri mancati infortuni e i vostri infortuni, e con i dati di settore.
Un errore tipico è mescolare in questa dimensione il tipo di evento con la sua causa: mancato uso dei DPI o carenza di formazione non sono tipi di evento, sono fattori, e vanno nella dimensione successiva. Altro errore è classificare per attrezzatura, ad esempio carrello elevatore, invece che per modalità: è meglio prevedere un campo separato per l'attrezzatura coinvolta, che consente poi di incrociare i dati, ad esempio vedere quanti eventi di urto riguardano i carrelli e quanti i camion in manovra nei piazzali.