Le risorse per intervenire sono sempre limitate, e non tutte le segnalazioni possono essere trattate con la stessa urgenza. Il potenziale di gravità da solo non basta a stabilire le priorità: un evento con potenziale medio che si ripete ogni settimana può meritare più attenzione di un evento ad alto potenziale legato a una situazione davvero eccezionale. Serve quindi una seconda valutazione, rapida, sulla probabilità che l'evento si ripeta nelle stesse condizioni.
Una semplice matrice a due entrate, con il potenziale di gravità su un asse e la probabilità di ripetizione su tre livelli sull'altro, cioè improbabile, possibile, frequente, consente di assegnare a ogni segnalazione una priorità. Ad esempio: priorità uno con intervento entro pochi giorni e misure provvisorie immediate; priorità due con intervento entro un mese; priorità tre da inserire nella programmazione ordinaria. I tempi effettivi vanno fissati dall'azienda con il RSPP e scritti nella procedura.
La matrice non va confusa con quella usata nella valutazione dei rischi, anche se la logica è simile: qui si sta stabilendo l'urgenza di una risposta a un evento accaduto, non stimando il rischio di una mansione. Un errore frequente è usarla in modo rigido, lasciando in priorità tre segnalazioni che richiedono un intervento banale e immediato, come rimettere a posto un cartello caduto. Le azioni semplici e a costo zero vanno fatte subito, a prescindere dalla priorità: è anche il modo più veloce per dimostrare ai lavoratori che segnalare serve.