La qualità di un sistema di segnalazione si misura dalle azioni che produce. Il rischio più frequente è chiudere ogni scheda con la stessa misura: sensibilizzare il personale, ribadire la procedura, richiamare all'attenzione. Sono azioni comode perché costano poco e si fanno subito, ma raramente impediscono che l'evento si ripeta. L'ASPP può aiutare il RSPP a proporre misure più solide applicando in modo pratico la gerarchia delle misure di prevenzione.
Davanti a ogni evento la domanda da porsi segue un ordine. Si può eliminare il pericolo, ad esempio spostando lo stoccaggio in quota a terra? Si può sostituire con qualcosa di meno pericoloso, come un sistema di sollevamento con presa dedicata al posto delle brache? Si possono introdurre protezioni tecniche, come barriere fisiche tra corsie carrelli e percorsi pedonali, reti anticaduta, sensori di prossimità? Solo dopo vengono le misure organizzative, come orari separati o procedure, la formazione e infine i DPI.
Ogni azione deve avere quattro elementi: una descrizione concreta e verificabile, per esempio installare una barriera di quindici metri lungo la corsia B e non migliorare la viabilità; un responsabile nominativo, che non sia l'ufficio sicurezza per default; una scadenza realistica; un criterio per verificarne l'esecuzione. Le azioni vanno condivise con chi deve realizzarle prima di inserirle nel registro, altrimenti si accumulano impegni che nessuno ha accettato e che resteranno aperti per mesi.